martedì 21 aprile 2015

La libertà può valere meno di 30 euro?

(Tratto da una storia vera)

La libertà può valere 30 euro?

Quanto vale la tua?

Ieri mi ha chiamato un caro e affezionato cliente, che con tono imbarazzato, tutto d’un fiato, quasi per paura della mia reazione,  mi ha detto: “Non posso più portare la mia auto da te... la UNIPOL mi fa il 3% di sconto se la porto dai loro carrozzieri...". Ho fatto silenzio, ho provato a capire, ma poi non ho fatto altro che scoppiare in una sonora risata. Poi ho domandato: “Il 3% ??? Ma sai cosa vuol dire? Quanto paghi all'anno?” e lui mi ha risposto :“700 euro”…un po’ meno sicuro, forse un pochino più cosciente di quello che stavo per dirgli. Indispettito gli ho detto: “ Bene... allora mi stai dicendo che per 21 euro non vieni più da me, togli lavoro a chi ti ha sempre trattato bene, ti ha consegnato sempre l'auto lavata e in ordine? Quindi alle 14 persone che lavorano qui dovrei dire che per 21 euro le persone rinunciano alla libertà di scelta???" Lui pensieroso, ha risposto con una risata imbarazzata un po’ meno sonora della mia.

Ho riagganciato il telefono, ma non sono riuscito per tutto il giorno a non pensare a questa triste, ma allo stesso tempo ‘simpatica’ discussione. Mi si e' aperto un mondo, pensando a quanti rinunciano alla loro libertà di scelta per pochi euro. E’ facile in un momento di grande crisi, come quello attuale, cercare di risparmiare e sono il primo che capirebbe la situazione nel caso in cui ne valesse quanto meno la pena… Ma come facciamo a farci chiudere la mente da questi grandi colossi mondiali? Dove stanno le nostre consapevolezze? Firmiamo un tacito assenso? Solo se qualcuno ci fa ragionare, ci rendiamo conto della ‘verità’? Valiamo davvero così poco? Ma soprattutto quanto valore diamo alla nostra libertà personale?

ATTENZIONE A QUESTE CLAUSOLE! IL MERCATO DELLE COMPAGNIE E' LIBERO, NESSUNO VI  OBBLIGA A FIRMARE QUESTE CLAUSOLE SCANDALOSE. 

La libertà di scelta non può valere il 3%! 

Gabriele D'Angella